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ore 17:49 TU
Immagini di Rolando LIGUSTRI Ripresa dall'Osservatorio Astronomico di Talmassons (Ud) Sezione Comete
Cometa Neat: 91 KB
Cometa Neat / 2002 V1

Rolando ha nuovamente ripreso la cometa Neat C/2002 V1, anche se nelle ultime due settimane (fra maltempo prima e la luna piena in seguito) non ha potuto operare ogni sera. Paradossalmente, nei giorni 18 e 19 gennaio 2003 il cielo si presentava di una limpidezza fuori dalla norma, naturalmente quando la luna piena rendeva difficile la vita per poter riprendere decentemente la cometa... Da secondo astro chiomata più luminoso del periodo, la 2002 V1 / Neat ha sorpassato come bellezza e luminosità la 2002 X5 / Kudo-Fujikawa, attualmente invisibile perché prospetticamente troppo vicina al Sole (è ormai giunta al perielio).

La nona ripresa ci presenta la Neat "straordinariamente" splendente, dato che attualmente è addirittura quasi un centinaio di volte più luminosa di quanto dovrebbe essere, in base alle sue dimensioni fisiche e alla distanza dal Sole e dalla Terra. La cometa dispone di ingenti quantità di gas che rilascia in maniera impetuosa e che formano la luminosissima chioma e la bella coda. Era da circa un anno che non vedevamo un astro chiomato con una coda così lunga e bella, cioé dal marzo-aprile 2002 quando ammirammo la cometa 153P / Ikeya-Zhang (ex 2002 C1).
Rispetto all'immagine di due settimane prima la chioma è aumentata ancora di una magnitudine e mezza in luminosità, diventando sempre di più a goccia. La brillantezza dell'oggetto inquadrato è notevole, dato che mostra bene anche la chioma esterna, composta come l'altra da idrogeno, ma molto più rarefatta della parte interna la quale, nonostante il gas che la compone sia denso in termini astronomici, lo è sempre enormemente di meno dell'atmosfera che respiriamo. Nei prossimi giorni si inizierà a osservare "l'onda di prua" nella chioma, cioé l'addensamento di gas che si forma nella parte anteriore della chioma se il mezzo interplanetario offre una sufficiente resistenza idrodinamica al suo inviluppo sferico.
La crosta scura del nucleo cometario ghiacciato si rompe in più punti, dove la pressione dei gas contenuti all'interno dei ghiacci supera la resistenza superficiale della crosta, e in quei punti si generano dei veri e propri geyser che erompono all'esterno del nucleo, espellendo idrogeno, altri gas e particelle di polvere. Questi materiali formano la chioma la quale, raggiunta una certa densità minima, genera poi la coda che si vede pure nell'inquadratura sopra. I gas della chioma, rallentati dal mezzo interplanetario (cioé dal gas e dalle particelle del vento solare e dalla radiazione emessa dalla nostra stella), rimangono "indietro" rispetto alla cometa e si stirano in lunghi filamenti. In tale maniera si formano le code delle comete, spesso lunghe decine di milioni di km.
La coda principale di gas è praticamente diritta e fuoriesce dall'immagine, che come si vede è composta da due inquadrature affiancate, mostrandosi pertanto lunga almeno una trentina di primi d'arco, cioé quanto il diametro della luna piena. La coda presenta alcune peculiarità lungo il suo sviluppo, con il filamento principale che si attorciglia, allargandosi e stringendosi prospetticamente più volte, denotando complesse interazioni fra gli atomi d'idrogeno ionizzato (protoni) emessi dal nucleo e il campo magnetico solare. Molte delle comete più luminose hanno presentato code così complesse e nel sito ne troverete alcuni esempi. Dalla parte superiore della chioma fuoriscono almeno altri due filamenti, i quali generano code meno visibili; li noterete appena a destra della coda principale.

Animazione cometa 24/01/2003: 138 kB

L'animated gif realizzata da Rolando Ligustri mostra una sequenza di singole riprese durante le quali la cometa si sposta fra le stelle. Essendo il movimento della cometa maggiore rispetto a quello della rotazione terrestre, sembra che l'astro chiomato si sposti fra le stelle, anche se il movimento è in realtà dato dalla composizione dello spostamento della cometa attorno al Sole con quello della Terra attorno al proprio asse di rotazione. Osservate anche le variazioni nella coda cometaria, dato che spesso ci possono essere modifiche nella sua struttura nell'arco di pochi minuti. I singoli fotogrammi vennero presi poco dopo la ripresa all'inizio pagina, sempre la notte del 24 gennaio 2003. Ricordo che quella sera la magnitudine della chioma dell'oggetto era 7.4.

Se osservate la gallery di questa cometa, vedrete le prime quattro icone e la nona a dimensione reale, cioé i loro pixel sono esattamente della stessa dimensione angolare di quelli dell'immagine completa (2,5"/pixel). In questo modo vi possiamo far vedere l'esatto aumento di dimensione della chioma, dato che le icone sono perfettamente comparabili. Il tempo trascorso dalla prima alla quinta immagine è di 45 giorni.

Vi faccio vedere quanto muti quest'oggetto a distanza di 24 ore.

Total-magnitude and coma diameter estimate :
Jan. 23.76, 7.7, +2',6 (V. Savani, Talmassons, Italy, 0,35m reflector+CCD, GSC 1169 11220, 
tail 16' PA 63)
Jan. 24.73, 7.4, +2',5 (R.Ligustri, Talmassons, Italy, 0,35m reflector+CCD, GSC 1162 1063, 
tail 30' PA 61)

L'immagine ha una dimensione di 432 x 350 pixel ed è a 16 milioni di colori; occupa 3.5 MB, qui compressi a 91 KB. Cliccando l'immagine l'aprirete a 875 x 709 pixel. La risoluzione è sempre di 2,5"/pixel, mentre il campo inquadrata è stavolta di 34'x27' d'arco.

Telescopio riflettore : NEWTON da 350 mm di diametro ; lunghezza focale : 1750 mm ; f/5
CCD : SBIG ST9E (KAF 261)
Tempo dell'integrazione : 2 pose da 120 secondi (totale 240 secondi)
Stima della magnitudine pubblicata dall'International Comet Quarterly : 7.4
Stima del diametro della chioma : +2'.5
Stima dela lunghezza della coda : 30' ; Angolo di posizione : 061°
Stella di riferimento : GSC 1162 1063
Immagine inserita nell'articolo "Le due comete invernali" di Giovanni Bonini,
pubblicato sulla rivista Nuovo Orione n° 132 (maggio 2003) a pagina 54.

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Copyright © 2003 di Lucio Furlanetto (testo) e di Rolando Ligustri (immagini)

Pagina caricata in rete: 28 gennaio 2003; ultimo aggiornamento (4°): 25 aprile 2003