NOTIZIARIO

ANNO XI - NUMERO 33
2░ SEMESTRE 2003


MANDI FAUSTO

Se ne Ŕ andato in silenzio verso fine luglio. Si Ŕ congedato mestamente, senza addii, senza far rumore, colui che invece ci ha lasciato un segno profondo e indelebile nella storia di tutti noi del CAST.

Infatti, ogni volta che qualcuno di noi si recherÓ in Osservatorio, non potrÓ non fare a meno di alzare gli occhi verso quella cupola bella e splendente e pensare al "nostro" caro Fausto. Lo continueremo a vedere sempre lÓ sopra che con certosina e centellinante maestria, la calibra alla perfezione, la ammira e la coccola orgogliosamente, tale sua creatura, essendone a tutti gli effetti, l'artefice assoluto: il papÓ della cupola.

Ore e ore, giorni su giorni della sua vita da pensionato senza risparmiarsi per pi¨ di un anno di lavoro fra progettazione e realizzazione, con vera passione, per averci alfine regalato la sua ultima (fra le tante) ma pi¨ bella creazione che ci abbia lasciato.

Ma Fausto non era solo il nostro "capomastro" (come lo chiamavo scherzosamente in tono confidenziale) era anche un uomo pieno di vitalitÓ, nonostante i tanti anni di lavoro all'estero (anche ai 40 gradi dell'Arabia) aveva ancora l'entusiasmo e la voglia di fare di un ragazzino dal di sopra dei suoi maturi ma ancor giovani 68 anni di etÓ. Era il "saggio" del gruppo e non dimentichiamo socio fondatore del circolo.

Assieme a lui, ho visto dal nulla evolversi e crescere il CAST, spalla a spalla in questi 11 anni. Infatti ero ormai considerato da lui quasi uno di famiglia in casa Savani, essendo fra l'altro molto spesso con suo figlio Gino, quasi mio coetaneo e direttore dell'Osservatorio e chiamato "fý" da sua moglie Carmela. Ero da poco venuto ad abitare a Talmassons nel '92 e Fausto mi aveva accolto immediatamente proprio come un figlio, facendomi sentire subito a mio agio. Fra le persone di una certa etÓ, a parte i familiari, lui Ŕ stato la prima persona in assoluto che si Ŕ messa a disposizione come un secondo padre e questo personalmente non potr˛ mai dimenticarlo.

Sorrido ancora al pensiero di quel suo carattere a volte burbero, a volte inamovibile ma con un cuore grande cosý. Difficilmente cambiavi la sua idea: ferreo, convinto, molto sicuro di sŔ ed assai orgoglioso; ma con me non ha mai saputo dire "no", forse perchŔ non lo affrontavo mai di petto, forse perchÚ non facevo mai pesare la mia figura da "capo" (come mi chiamava sempre lui), ma mi presentavo a lui sempre "in punta di piedi" con un "forse" o un "per piacere" ed era proprio lý che entravamo in sintonia, era lý che il pi¨ profondo di noi stessi si rivelava l'un l'altro e questa Ŕ la sensazione pi¨ bella che mi porter˛ di lui dentro me per sempre.

L'ultima volta che lo vidi, gli dissi spronandolo "coraggio, combatti, non mollare!" ma il male Ŕ stato purtroppo pi¨ forte di lui e ce lo ha portato via a tutti, familiari ed amici. Mi sento molto vicino in questo brutto momento ai suoi familiari che ho seguito sempre da vicino, nonostante l'ultimo periodo Fausto non volesse vedere nessuno, eccetto moglie e figli ed Ŕ per questo che non avendo potuto salutarlo prima che se ne andasse, su consenso della famiglia, mi son sentito in dovere di salutarlo in questo modo.

Grazie di tutto, amico caro. Ho imparato tante cose da te, dai tuoi consigli, dalla tua disponibilitÓ. Mai potrai veramente lasciarci, perchŔ ogni qualvolta andremo lÓ, il nostro sguardo salirÓ alto verso quella tua costruzione e tu sarai sempre lÓ con noi, con il tuo sorriso che volerÓ alto e soddisfatto verso quella cupola, verso le stelle.......

Mandi Fausto

Stefano Codutti


Come tutti i soci sono profondamente dispiaciuto della scomparsa di Fausto, persona meravigliosa sempre pronta a dare, mai a chiedere. E' stata una delle persone che ho conosciuto meglio nel CAST, fin dal lontano maggio 1994 quando li conobbi. Era il periodo nel quale si iscrivevano i nuovi soci "da fuori", quelli di fuori Talmassons: Paolo, Rolando, Marco, Carla, io e tanti altri. Molti di noi sono poi entrati nel Direttivo dei Soci e ancora guidano l'associazione: Rolando ne Ŕ il presidente, Paolo il vicepresidente, io il segretario e webmaster, Carla il tesoriere..., come nel Direttivo precedente.

Ora Fausto se ne Ŕ andato "in punta di piedi", senza fare chiasso, come aveva sempre vissuto, raramente alzando la voce, quasi mai imponendosi, mai facendo valere di essere uno dei nove soci fondatori, come Stefano, Ezio, Luigi... GiÓ, uno dei fondatori.

Ma cos'hanno fatto questi benedetti fondatori, si chiederÓ il visitatore del sito.
Nulla oppure tutto, a seconda come hai vissuto il CAST. Per qualcuno sono delle persone che hanno fondato una delle tante associazioni di Talmassons, una delle tante associazioni astronomiche italiane, una delle tantissime nel mondo...

Ma per me non Ŕ solo quello: hanno fondato una seconda famiglia, un gruppo col quale -fra alti e bassi- si Ŕ vissuto insieme tanto tempo, tante avventure, tantissime notti d'osservazione, al freddo, al caldo, non importa. E' difficile spiegare cosa si prova in una di queste "famiglie" se non si Ŕ fatto il servizio militare; anche lÓ si crea una nuova "famiglia", dato che si deve vivere insieme con persone che inizialmente non si conoscono per un anno intero, condividendo i servizi, le marce, i ranci, il tempo libero quando possibile. Anche lÓ persi un amico divenuto molto caro: Andrea di Verona, maestro di roccia perito tragicamente sul Monte Bianco alcuni anni fa, "fratello di scaglione" col quale feci il CAR, il corso OPR, il campo NATO e poi restammo nella stessa caserma per gli altri 10 mesi. Tutti i giorni e quasi sempre insieme: si giunge a conoscere molto bene una persona.

Con Fausto si era stabilito un legame molto forte, come Stefano ha ben descritto poc'anzi, amplificato dal fatto di essere buon amico anche del suo figlio minore Virginio (Gino), quasi coetaneo di Stefano, Rolando e me. E le tante visite a casa sua, vedendo quanto aveva costruito della cupola e quanto aveva assemblato, sapendo lo sforzo che gli costava e con la malattia che si era giÓ ampiamente manifestata. Poi sembrava che fosse stata messa sotto controllo, sino a circa sette mesi fa, quando Gino ci diede la tremenda notizia che si era manifestata nuovamente, ragguardandoci volta per volta sulla salute di papÓ.

Ora resta la commozione, amplificatasi in cimitero sabato 26 luglio quando "andai a trovare" anche l'altro dei nostri soci scomparsi, Francesco Tassile (Checo), morto a metÓ 1997: i soci pi¨ giovani mi chiesero chi fosse e raccontai loro che anch'egli era una persone mite, buona e sempre disponibile. Anch'egli conosciuto fin dai primi mesi nel CAST e sempre pronto a dare una mano.

Sembra una frase trita e ritrita ma, purtroppo, molto spesso se ne vanno prematuramentre le persone migliori... E a noi mancano giÓ due di queste.

Addio Fausto.

Mandi

Lucio Furlanetto


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