La Nube di Oort, dal nome dell'astronomo che l'introdusse nella letteratura
astronomica, è un volume di spazio approssimativamente sferico, centrato sul Sole, ad una certa distanza da esso e comprendente l'ipotizzato serbatoio di nuove comete le quali,
una volta perturbate nella loro orbita originale, vengono immesse nel Sistema Solare interno (per lo meno entro la fascia
di Edgwort-Kuiper).
Il volume di spazio, occupato attualmente dalle comete, si stima parta da circa 50.000 UA e giunga sino a 150.000 UA di distanza dal
Sole. In pratica la zona partirebbe a circa 0,8 anni
luce dal Sole ed arriverebbe sino a circa 2,3-2,4 anni luce.
A questa distanza, pari a meno della metà di quella che separa la nostra stella dal sistema multiplo di Alfa Centauri,
l'attrazione gravitazionale del Sole è molto modesta pertanto,
anche una piccola perturbazione gravitazionale, devia le comete dalla loro lunghissima orbita attorno alla nostra stella (che percorrono
alla massima distanza in circa 26 milioni d'anni). Ogni qual volta una stella transita nei pressi del
SoleSistema Solare crea una perturbazione gravitazionale
che disturba l'orbita contemporaneamente di migliaia di comete, rimaste tali e quali sin dalla formazione del nostro sistema planetario.
Se i corpi non vengono "estratti" direttamente, facendoli perdere nelle profondità interstellari, allora la gravità del
Sole li attira verso di esso, ponendoli su orbite a lunghissimo
periodo.
Nei successivi e ripetuti transiti verso il perielio le comete nuove, se non vengono fortemente deviate facendole entrare in orbite
iperboliche che le fanno uscire dal Sistema Solare,
vengono progressivamente "rallentate" in orbite sempre più corte con semiasse maggiore di misura inferiore. Col passare del tempo e
dopo un certo numero di rivoluzioni attorno al Sole, ogni tanto accade che la cometa diventi uno degli astri che noi possiamo talvolta
ammirare anche ad occhio nudo.
Nel complesso la maggior parte delle comete, invece, si perde nelle profondità dello spzio interstellare.