H - Idrogeno

T. Von Hohenheim, da noi conosciuto come Paracelso (1493-1541), descrisse formalmente l'idrogeno biatomico gassoso (H2), quando lo ottenne artificialmente mescolando dei metalli con degli acidi forti. Purtroppo però egli non s'accorse che il gas infiammabile ottenuto con queste reazioni chimiche era addirittura un nuovo elemento chimico. Robert Boyle nel 1671 riscoprì e descrisse la reazione che avveniva quando si mescolavano limatura di ferro ed acidi diluiti generando idrogeno gassoso. Nel 1766 Henry Cavendish fu il primo a riconoscere che l'idrogeno gassoso era una sostanza discreta, identificando il gas prodotto nella reazione metallo-acido come "aria infiammabile" e scoprendo che la sua combustione generava acqua. Cavendish produsse l'idrogeno durante i suoi esperimenti con gli acidi e il mercurio, ma erroneamente concluse che l'idrogeno era un componente liberato dal mercurio e non dall'acido. Descrisse comunque con precisione molte delle proprietà fondamentali di questo gas e, da tradizione, si considera proprio Cavendish come lo scopritore ufficiale di questo elemento chimico. Nel 1783 Antoine Lavoisier gli assegnò il nome di idrogeno.

Una stella come il Sole è composta per il 75% da nuclei di idrogeno (i singoli protoni) separati dagli elettroni a causa dell'alta temperatura presente all'interno delle stelle.
Allo stato elementare esiste sotto forma di molecola biatomica, H2, che a pressione atmosferica e a temperatura ambiente (298 K) è un gas incolore e inodore, altamente infiammabile.
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